Verificato

Il Gattopardo

13:49 Sep 6 2013 97100 Donnafugata Ragusa, Italy

Descrizione
Don Fabrizio è un personaggio particolare, molto alto e con la pelle molto pallida, dedito allo studio dell'astronomia e a pensieri su amore e morte. Egli è testimone del lento decadere del ceto dell'aristocrazia, di cui è rappresentante. Infatti, con lo sbarco in Sicilia di Garibaldi e del suo esercito, si afferma una nuova classe, quella dei borghesi, che il principe - come tutti gli aristocratici - disprezza. Il nipote di don Fabrizio, Tancredi, pur combattendo nelle file garibaldine, cerca di rassicurare lo zio sul fatto che alla fine le cose andranno a vantaggio suo e degli aristocratici. Tancredi inoltre aveva sempre mostrato interesse amoroso verso la cugina Concetta, figlia del principe, che ricambiava i suoi sentimenti.

Il principe e la sua famiglia trascorrono un po' di tempo nella loro residenza estiva, a Donnafugata; il nuovo sindaco di questo paese è Don Calogero Sedàra, un uomo borghese di modeste origini e profondamente patriottico. Non appena Tancredi vede la bella figlia del sindaco, Angelica, se ne innamora perdutamente. La ragazza è però una borghese e non ha perciò i modi degli aristocratici, per questo Concetta trova quasi ripugnante il suo comportamento. Angelica però ammalia tutti con la sua bellezza, tanto che Tancredi finirà per sposarla, attratto oltre che dalla sua bellezza anche dal suo denaro.

Arriva il momento di votare in un importante plebiscito il cui esito decreterà se verrà effettuata o meno l'annessione della Sicilia al Regno di Sardegna. A quanti chiedano al principe un parere su cosa votare, il principe affranto dice di essere favorevole a questa entrata. I voti del plebiscito alla fine vengono comunque truccati dal sindaco Sedàra e si arriva perciò all'annessione. Dopo di questo un funzionario piemontese, il cavaliere Chevalley, offre a don Fabrizio la carica di senatore del Regno d'Italia, ma il principe rifiuta l'incarico in quanto egli si sente un vero e proprio aristocratico e non si vuole sottomettere alla caduta del suo tempo. Il principe ora conduce una vita desolata fino a quando muore circondato dai suoi cari in una stanza d'albergo a Palermo durante il viaggio di ritorno da Napoli, dove si era recato per visite mediche. L'ultimo capitolo del romanzo, ambientato nel 1910, descrive la situazione delle tre figlie superstiti del principe, che conducono una vita dedita a una formalistica devozione religiosa e nell'illusione che il nome della famiglia Salina conti ancora come nel passato, ma quel passato è irrimediabilmente perduto.
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